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Hanno strani raggiri le nuvole, anse,
per abbracciare il giorno
prima che il sole cali.
Poi la muta bellezza si stravolge, frana
e che mai sarà questa nuvola rossa
sull’orizzonte di vento
cenere d’ossa, papaveri secchi?
In una Guernica di membra scomposte
seguiamo le contorsioni della strada
ma per capirle tutte ci vorrebbe la follia
di andare ad occhi chiusi
ché abbiamo bisogno ogni tanto
di un rosso furore, del brivido
di un nervo scoperto,
adesso, io vorrei essere fiore, goccia di mare,
brillare, sudare, morire di schianto,
poi, glissare vorrei senza graffi
con l’unghia sui tasti
leggera.

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