donna-urla-al-cielo

Il mio amore non è nella tua casa,

che, se lo fosse, sarebbe prigioniero,

e all’aria fresca della notte

io non so più rinunciare.

Ulula pure, furibonda,

pesta sui tasti bianchi inviperita,

che i neri, quelli, non li intendi,

né il cielo nuvoloso, né la brezza.

Nelle tue stanze non risiede il dubbio

e a me, sbilenco d’estrazione,

non serve guida dritta,

serve l’onda.

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