Una volta qui era tutta campagna, sentenzia il mio dirimpettaio di vagone, indicando il paesaggio con gesto ecumenico.

Guardo fuori: campi, prati, stradine pigre, qualche cascina, non un capannone, nessuna superstrada.

Già, adesso invece…, ironizzo, ma lui martella imperterrito: Di questo passo non so dove andremo a finire.

Quasi simpatico tanto è idiota questo campione di luoghi comuni. Tra me scommetto sulla sua prossima uscita. Punto sul cambio di stagione, un classico intramontabile. Gioco sporco imbeccandolo: seduto in treno per ore mi dolgono le giunture.

Ma quello mi frega mostrandosi aggiornato:

non è colpa del treno, è il cambiamento climatico.

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