Più che il mento, se potessi, cambierei il naso e mi terrei il mento.
Sarebbe un cambia-naso, ma pur sempre un cambia-mento.
Poi cambio idea, magari ci ripenso, dunque mi tengo il mio naso e il mio mento.
E mento.
Mento a me stesso d’avanti a uno specchio che però “lui” con mente.
Così lo cambio con uno mentitore, di quelli che sfilano, e mi ci specchio tutto il giorno come Narciso, soddisfatto del “mio” cambiamento.

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