Certo, potrebbe sembrare presuntuoso, da parte mia. Molto presuntuoso. Essere ammesso tra un gruppo di scrittori e, per farsi conoscere, pubblicare i 10 comandamenti della scrittura “secondo me”. Ma è solo una coincidenza: lo giuro, Vostro Onore!

Il fatto è che sul mio blog, fin dall’anno scorso, ho commentato lunghissimi elenchi di consigli di scrittura. Per farlo, ho scelto una via inconsueta: per ognuno di essi ho inventato una storia a tema. Così, alla fine di quest’anno, ho deciso di scrivere i miei. È stata una decisione d’impulso. L’elenco è piaciuto, anche a Mobybic che mi ha chiesto di postarlo qui, ed è stato allargato da altri comandamenti nei commenti; di quelli segnalati, però, vorrei riportare qui solo il comandamento “zero”. Che non ho messo per l’ovvietà della cosa, ma che fa sempre bene ricordare: “leggi!”

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La fine dell’anno cavalca a tutta velocità verso di noi, chiudendo questi dodici mesi per aprirne altrettanti. Come sempre questo è un tempo buono per fare sia il bilancio dello scorso anno, che per riempire qualche foglio con i buoni propositi da disattendere osservare l’anno prossimo. Poiché l’anno che è passato non mi è sembrato proprio degno di nota (piuttosto di biasimo), preferisco concentrarmi su qualcosa che possa aver imparato, in modo da portarmelo nell’anno venturo. Poche cose. Precise, si spera. Una piccola lista. Così, in ossequio ai guru del web che predicano i post con le liste, anche io mi adatto e provo a farne uno. Forse il primo, da quando ho aperto il blog.

L’ispirazione me l’ha data Giuliana Salerno, di “Eppur si Scrive”, che ha scritto un post sui “principi regolatori della scrittura” e dei loro (a suo parere) validi opposti. Articolo che le era stato ispirato, a sua volta, da un’idea di Gretchen Rubin sulla creazione di un insieme di “comandamenti personali”. Io vorrei tornare nel solco dell’idea originaria, pur adattandola alla scrittura, perché, se comincio a farmi domande sulla validità degli opposti, credo che la mia penna ne riceverebbe il colpo di grazia definitivo.

Ecco allora i miei 10 comandamenti:

  1. Scrivi semplice;
  2. Rileggi;
  3. Pensa, prima di scrivere;
  4. Per quanto possa piacerti, la prima stesura è SEMPRE una ciofeca;
  5. La scrittura non è la realtà: le cose devono sembrare vere, non esserlo;
  6. Se non ti emozioni scrivendo, nessuno si emozionerà leggendo;
  7. Lascia passare molto tempo. Poi, rileggi ancora;
  8. Controlla la punteggiatura: è quella che fa la differenza;
  9. Fai frasi corte e precise. Nessuno vuole sforzarsi per capire cosa hai scritto;
  10. La storia è una macchina; come tutti i meccanismi, va costruita tenendo a mente l’obbiettivo finale.

Non hanno un ordine preciso; li ho scritti “a caldo”, mano a mano che mi venivano in mente. Forse ne ho anche altri che adesso mi sfuggono. Però direi che questi siano i principali, quelli che cerco di tenere a mente il più possibile; sono quelli che mi hanno guidato quest’anno e che vorrei che mi guidassero l’anno prossimo. Almeno fino a quando non diventerò grande abbastanza da trasgredire le mie regole, solo per potermene dare delle altre.

E voi? Avete dei comandamenti che vi guidino in quello che fate? Cosa avete imparato, quest’anno, che pensate possa tornarvi utile anche l’anno prossimo?

Buona fine e buon principio d’anno a tutti voi.

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