Tag

, , , , , , , , , , ,

 

L’enorme babà fece un trionfale debutto sul tavolo dei dolci acclamato da cori di ammirazione. Un tripudio di pasta soffice, un gradevole contrasto biancorossodolceacidulo di fragole e panna in un effluvio di rum. Adele prese piattini e paletta per dividerlo agli ospiti.

Da una vita mangiava prima la torta lasciando per ultima la ciliegia candita, quasi che quella selezione aumentasse gusto e piacere per la mente e il palato: l’edoné dell’attesa, l’aveva battezzata, salvo accorgersi che alcune volte il destino beffardo gioca tiri mancini: il piattino vacilla e la dolce sfera rotola a terra o un amico te la frega credendosi divertente.

Adele non ci pensò due volte, anzi nemmeno una; la sua mano scattò ancora prima che il pensiero prendesse forma, afferrò la fragola, quella più grande, più rossa e bella, che stava alla sommità di un ricciolo di panna. La strinse con una presa decisa tra pollice e indice e la mise in bocca. I denti affondarono nella polpa morbida e zuccherina schiacciandola tra lingua e palato. Sentì il sapore acidulo spargersi sulla lingua e le sostanze volatili paradisiache sprigionarsi al calore della sua bocca per diffondere fino al naso. L’insieme fu un flavour appagante, inebriante come quello del proibito, quello che si sprigiona dall’azzardo, dalla consapevole colpevolezza. E, sebbene le arrivasse una flebile vocina: “Certe cose non si fanno, Adele, non ci si serve per prime e non si prendono le parti migliori!” Fece finta di niente e, con un sorriso, continuò a tagliare le porzioni.

 

 

Annunci