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Al palasport: un racconto che mi somiglia per forza perché l’ho scritto adesso di scrittorucolo

Sono ancora vivo – (psicosi) di ocramocra

Di lampi rosso-semaforo, di soste e altri flash di cecil

Un racconto che ci rappresenti di malosmannaja

Appena oltre la follia di massimolegnani

Il discorso di libus

Liscio velluto di righe orizzontali

Che mani grandi hai, Lupo di jihan

Rose rampicanti di gianluigi

Un cucchiaino d’argento di ocramocra

La danza di Alberta di jihan

Una specie d’amore di massimolegnani


Considerazioni di Jihan

Gli specchi sono finiti, siamo liberi tutti. Restano stupefacenti autoritratti realizzati con le tecniche più disparate, fotografie in movimento, acquerelli, oli sontuosi, acqueforti; a colori, in bianco-e-nero, con sfondo, senza sfondo, intensi, estesi, brevi, a ognuno la sua unicità. Forse mai come questa volta mimettoingioco s’è messo tanto in gioco. Complimenti a tutti quelli che hanno donato se stessi, anche solo un pezzetto, un po’ di passato, un germe di futuro.

Forse ci siamo persi qualcuno per strada, forse è solo l’estate che avanza, ma la sensazione è che questa bella tornata abbia avuto, fra gli altri, il pregio di rinsaldare i legami di gruppo, ché svelarsi non è mai facile. Con la scrittura non si scherza, è una potentissima cartina di tornasole, anche quando il sole non c’è. E’ stato un giro con la bandiera della libertà a sventolare, soprattutto la libertà individuale di concepire la rassomiglianza, di declinare la propria manifestazione.

Adesso non ci resta, almeno ai superstiti dello stordimento che ha portato alcuni a smutandarsi prima del tempo, che toglierci la maschera che questo gioco dona in prestito per il tempo della lettura e dei commenti. Fatelo fin da ora nei commenti a questo post e successivamente mobybic provvederà a completare l’elenco qui sopra con i certificati di nascita, il tutto entro il 30 di giugno, lasciando un paio di giorni al toto-autore che ancora qualche autore ignoto c’è rimasto, per fortuna.

Cerchiamo poi di capire che vogliamo fare della pausa estiva, perché se due mesi di silenzio sembrano davvero lunghi, il tempo per un’altra tornata forse non c’è. Magari si potrebbe lanciare un nuovo tema all’inizio di luglio e rivedersi a settembre per le pubblicazioni.

Grazie a tutti per le belle scritture, per i commenti, per la partecipazione.

 

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