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– *Mi ricordo ke faceva dondolare 1 pantofola in bilico sulle dita di 1 piede, mio nonno :)*
Marco invia l’sms ghignando e attende la risposta di Lea, che arriva dopo pochi secondi.
plìn! – *E’ inutile ke fai del sarcasmo: ai tempi dei nostri nonni si viveva meglio xké c’era + amore + poesia e le cose erano + magiche*
Cazzate, sbuffa il ragazzo mentre le dita già saltano da un tasto all’altro del cellulare.
– *Difatti, come t dicevo, mio nonno era 1 vero mago: ci passava le ore tenendo la pantofola in bilico ke non cadeva mai… eh, sai ke spasso, ke poesia e ke magia!*
plìn! – *Piantala di sfottermi 1 cosa certa è ke oggi buttiamo via 1 sacco di tempo in cose inutili tipo facebook, what’s up e giochini x cell e computer*
– *Giusto! Impieghiamo il tempo facendo dondolare 1 pantofola, ke è meglio!*
Nessun trillo a segnalare un nuovo messaggio in arrivo. Marco si gode il silenzio trionfante. Alex rutta senza staccare gli occhi dallo schermo del suo iPad.
“Chi era?”
“Lea”
“Ancora a rompere il cazzo con la storia che il mondo è uno schifo?”
“Puoi giurarci. Da quando si è messa con quel tipo no-tec s’è bevuta il cervello.”
Alex sospira, alza lo sguardo sul compagno di corso e sentenzia serio.
“Sai perché le cose vanno male? Per l’esatto contrario. La colpa è dei pezzenti in giro per il mondo che ancora vivono scalzi e non sono connessi a internet.”
“Sarebbero da sterminare in massa con qualche gioco sparatutto, tipo Call of Duty: il godimento è assicurato e dopo stai sicuro che viviamo tutti più felici.”
“Giusto.”
Marco ripensa al nonno e alla pantofola: gli sembra quasi di sentirne la puzza in precario equilibrio. Si concentra, prende la mira e spara mentalmente alla ciabatta colpendola a morte. La voce di Alex lo riporta alla realtà.
“E’ tutta invidia, chi parla di uguaglianza è soprattutto un invidioso. E’ tutta invidia per il nostro stile di vita, per la nostra competitività superiore. Solo chi è competitivo ha il diritto di sopravvivere.”
Marco osserva perplesso l’amico che prosegue nella sua orazione senza alzare gli occhi dallo schermo dell’iPad.
“Sai qual è la caratteristica fondamentale dei corpi? E’ la massa. Lo vedi? Lo dice anche la scienza. Altro che i froci! E’ chi vuole staccarsi o distinguersi dalla massa che va contro natura! E’ la massa, non lo scrittorucolo arroccato nel suo Olimpo da artista incompreso, a fare la media! E infatti, non a caso esistono i mass media! Chi crea prodotti che non si possono vendere alla massa è uno sfigato, uno psicopatico, un frustrato che vive di allucinazioni senza riscontri reali. L’unica cosa che accade è il successo. E il successo non solo è successo, ma accadrà sempre, quando sarà il momento. Chi ha successo ha il consenso della massa dei consumatori, ha più voti degli altri ed è democraticamente legittimato a comandare. Chi non ha successo e pretende di dire la sua è un fascista invidioso. E non c’è niente da capire, solo chinare il capo, seguire il capo e rendere pubblico il proprio asservimento al successo di pubblico.”
Marco ha la bocca semiaperta. Una mosca entra e riesce dopo essersi pulita le zampette sulla lingua.
“Ma… m-ma che cazzo dici?”
“Niente, sto leggendo un pezzo di un racconto su un sito strano in rete.”
“Fammi vedere.”
Il ragazzo si avvicina all’amico e fissa esterrefatto lo schermo dell’iPad.
“Cazzo… è… è… incredibile: all’inizio c’è pure la ciabatta di mio nonno!! Come facevano a saperlo?”
“Boh.”
“Ma quindi se io adesso dico: il racconto è finito cosa succede?”

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