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“Parole sulla pelle”

Tema da interpretare ciascuno come meglio crede, lasciandosi guidare solo dal proprio istinto attraverso il mare delle molteplici suggestioni che esso porta con sé.

Ha un che di musicale parole sulla pelle, e tutto il fascino del non spiegato, l’incanto misterioso della vaghezza, del sospeso. E allora lasciamo tutto così, senza ulteriori approfondimenti, ricordando ancora una volta che per il nostro gioco, la libertà di interpretazione costituisce un valore aggiunto.Più che una traccia, stavolta sarà una suggestione a guidare la nostra scrittura.

Pelle nella accezione di intuito, immediatezza.

Pelle con tutte le implicazioni legate ai sensi, al corpo, alla carne, all’eros;

ma anche pelle intesa come “confine” tra noi e il mondo, membrana invalicabile, baluardo ultimo.

A volte pelle è sinonimo di intesa profonda e inspiegabile, come quando qualcuno o qualcosa ci piace a pelle. Ma a pelle si può per contro anche odiare, e persino uccidere (fare la pelle a qualcuno)

Affine sempre e comunque a carnalità, sangue, a vita, ma anche a morte. Pelle calda, palpitante, viva.

O ancora parole sulla pelle anche nell’accezione letterale di “parole aventi come argomento la cute” o forse solo… le memorie di un tatuatore?

“Non chiedetemi cosa intendo, non lo so mica” era l’avvertimento con cui opportunamente massimolegnani accompagnava la formulazione della proposta. Avvertimento che facciamo nostro e anzi rilanciamo quasi a mo’ di sottotitolo per il tema scelto,

Ma come devono essere quindi queste parole sulla pelle?

A voi giocolieri il compito di risolvere l’arcano, avete più di un mese per pensarci, ma e meglio iniziare subito!

Lasciamo dunque aperte tutte le chiavi di lettura, augurando a tutti buon lavoro e ricordando che l’inizio delle pubblicazioni (che ovviamente sarà annunciato da un apposito post), è previsto per i primi di Febbraio. E Buon Anno a tutti.

 

 

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